esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

REPUBBLICA CENTROAFRICANA

 
governo: repubblica
stato dei diritti civili e politici: Parzialmente libero
costituzione: 27 dicembre 2004
sistema giuridico: basato sul sistema francese
sistema legislativo: monocamerale, Assemblea Nazionale (Assemblee Nationale)
sistema giudiziario: Corte Suprema e Corte Costituzionale, i cui giudici sono nominati dal Presidente; Corte d’Appello, corti penali
religione: 35% credenze locali; 25% cattolici; 25% protestanti; 15% musulmani
metodi di esecuzione: plotone d'esecuzione
braccio della morte:
Data ultima esecuzioni: 0-1-1981
condanne a morte: 0
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Primo Protocollo Opzionale al Patto

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti

Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte)


situazione:
Ai sensi dell’articolo 1 della Costituzione, la persona umana è sacra e inviolabile, e le autorità statali hanno l’obbligo assoluto di rispettarla e proteggerla. L’articolo 3 prevede il diritto alla vita, che non può essere violato senza un giusto procedimento legale, il che significa che un’applicazione limitata della pena capitale può essere considerata costituzionale.
In base all’articolo 22 della Costituzione, è prerogativa del Presidente di concedere la grazia e commutare le pene. Né la grazia né una commutazione possono essere concesse per genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra.
Il 24 marzo 2017, è entrato in vigore il nuovo codice sulla giustizia militare che abolisce la pena di morte. Era stato approvato il 7 marzo dall’Assemblea nazionale. Il nuovo codice introduce ulteriori garanzie, come quella per cui i tribunali militari non giudicheranno civili, nè minori e saranno composti da magistrati civili che giurino di servire nei tribunali militari.
Il progetto di riforma del codice di giustizia militare era stato avviato nel 2008 con un comitato di revisione dei codici penale, procedura penale e giustizia militare per sostituire norme del 1985. Dopo una sospensione, il progetto era stato presentato dal Ministro della giustizia, Flavien Mbata, e dal Ministro della difesa Joseph Yakété, al Consiglio dei ministri il 9 dicembre 2016, che lo aveva adottato per poi trasmetterlo all'Assemblea nazionale.
Il codice di giustizia militare è il secondo testo che non prevede la pena di morte, dopo che la la Corte penale speciale, istituita nel 2015, l’aveva esclusa integrando nel diritto interno lo Statuto di Roma, in linea con le norme della giustizia penale internazionale. Resta ora da armonizzazione il codice penale ai testi e alle convenzioni internazionali ratificate dalla Repubblica Centrafricana.
L’ultima esecuzione è avvenuta nel gennaio del 1981, quando sono stati fucilati sei alti funzionari dello Stato.
Attualmente, non ci sono prigionieri nel braccio della morte e, almeno negli ultimi anni, nessuno è stato condannato a morte. Nel 2012, Nessuno tocchi Caino aveva condotto una missione a Banguj ottenendo il voto a favour della Risoluzione per la moratoria universal delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

All’inizio del 2013 la Repubblica Centrafricana è stata scossa da forti instabilità e ribellioni di un gruppo chiamato Seleka. Dopo un fallito trattato di pace con i ribelli, François Bozizé ha lasciato il Paese nel marzo 2013, fuggendo in Camerun.
Nel giugno 2015, il governo di transizione aveva promulgato una legge approvata nel mese di aprile per l’istituzione di un tribunale penale speciale nell’ordinamento del Paese, composto da personale nazionale e internazionale, con il compito di indagare e perseguire i crimini più gravi commessi nel Paese dal 2003, tra cui crimini di guerra e crimini contro l’umanità. La pena massima prevista è l’ergastolo e questo avrebbe dovuto contribuire al sostegno internazionale per la Corte penale speciale oltre a essere un passo logico verso l’abolizione della pena di morte nella Repubblica Centrafricana.

In precedenza, la pena di morte era prevista anche per reati contro il patrimonio pubblico e per stregoneria. Il nuovo Codice penale del 2010 prevede ancora la pena di morte, ma la abolisce per questi due reati.

Il Governo della Repubblica Centrafricana è stato rovesciato da un colpo di stato militare nel marzo del 2003. Il Generale François Bozizé aveva preso il potere sostituendo Ange-Felix Patassé, che nel 1993 era diventato Presidente nelle prime elezioni democratiche del Paese e successivamente confermato nel 1999. Le elezioni presidenziali del maggio 2005 hanno confermato al potere Bozizé con più del 64% dei voti al secondo turno.
Il 24 aprile 2003, il Presidente François Bozizé ha graziato 25 persone condannate a morte in contumacia, dopo il colpo di stato del maggio 2001. Il 13 ottobre 2008, il Presidente ha promulgato un’amnistia generale per tutti i crimini commessi dal 2005, anche se i crimini internazionali sono stati esclusi. 

Le Nazioni Unite
Durante il Riesame Periodico Universale della Repubblica Centroafricana nel 2009 da parte del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, la delegazione del Paese ha dichiarato che la questione della soppressione della pena di morte era all’ordine del giorno; tuttavia, ha ribadito, la maggioranza era ancora a favore a causa dell’alto tasso di criminalità. Il Consiglio ha chiesto alla Repubblica Centrafricana di abolire la pena di morte e di ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici volto all’abolizione.
Il 26 ottobre 2012, la Repubblica Centrafricana è stata obiettivo di una missione di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale volta a sostenere il processo abolizionista sul piano interno e a ottenere il voto favorevole sulla Risoluzione ONU pro-moratoria. Durante l’incontro con il Ministro della Giustizia Jacques M’Bosso, la delegazione è stata informata che il Consiglio dei Ministri aveva approvato il 9 ottobre un disegno di legge per abolire la pena di morte dal codice penale e che a breve il testo sarebbe stato trasmesso all’Assemblea Nazionale per la sua definitiva adozione. La delegazione ha concluso la sua missione incontrando il Primo Ministro Faustin-Archange Touadera, il quale ha assicurato che la Repubblica Centrafricana avrebbe votato a favore della Risoluzione sulla Moratoria universale delle esecuzioni. Il Primo Ministro ha inoltre espresso la volontà politica di mettere in atto tutti gli strumenti giuridici a disposizione per cancellare la pena di morte nel Paese, confermando gli impegni presi dal suo governo davanti al Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU relativi all’abolizione della pena di morte e alla ratifica del Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici. La delegazione Radicale ha anche visitato due carceri nella capitale Bangui, quello femminile di Bimbo e quello maschile di Ngaragba. Le condizioni di detenzione sono estremamente dure, con le celle sovraffollate e i beni di prima necessità, tra cui cibo, vestiti e medicine, insufficienti.
Nell’ottobre 2013, la Repubblica Centrafricana è stata sottoposta alla Revisione Periodica Universale del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il Governo ha accettato tutte le raccomandazioni in materia di pena capitale, comprese quelle per accelerare il processo legale verso l’abolizione della pena di morte e aderire al Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici
Il 19 dicembre 2016, la Repubblica Centrafricana ha nuovamente votato a favore della Risoluzione per una Moratoria sull’Uso della Pena di Morte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nel 2007, nel 2008 e nel 2010 il Centrafrica si era astenuto.

 

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