esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

MALAWI

 
governo: repubblica presidenziale
stato dei diritti civili e politici: Parzialmente libero
costituzione: 18 maggio 1994
sistema giuridico: si basa sulla common law inglese e su norme consuetudinarie
sistema legislativo: monocamerale, Assemblea Nazionale (secondo la nuova costituzione un Senato sarebbe stato istituito nel 1999)
sistema giudiziario: Alta Corte; Corte Suprema d'Appello; Corte dei Magistrati
religione: 79,9% cristiani, 12,8% musulmani, altro
metodi di esecuzione: plotone d'esecuzione impiccagione
braccio della morte: 15 (fine 2017)
Data ultima esecuzioni: 26-9-1992
condanne a morte: 0
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Primo Protocollo Opzionale al Patto

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti

Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte)


situazione:
Sono reati capitali omicidio, stupro, tradimento, rapina a mano armata e furto aggravato.
Le statistiche mostrano che dal 1972 al 1993, durante la dittatura di Kamuzu Banda, 823 persone sono state condannate a morte; di queste, 299 sono state giustiziate; le altre sono morte in prigione o sono state graziate.
Dopo Kamuzu Banda, nel 1994 è salito al potere il Presidente Bakili Muluzi a seguito delle prime elezioni democratiche del paese. In tutto il suo mandato Muluzi non ha mai firmato un ordine di esecuzione.
I suoi successori, fino a oggi, non hanno cambiato atteggiamento sulla pena di morte.
Nell’aprile 2007, l’Alta Corte del Malawi, nel caso di Francis Kafantayeni and Others v. Attorney General, ha abolito la pena di morte obbligatoria nel Paese. Le sentenze di tutti i prigionieri nel braccio della morte sono state cancellate e agli imputati è stato accordato un processo di revisione della sentenza. Nel 2011, il Malawi ha approvato emendamenti al Codice Penale che consente ai tribunali ampia discrezionalità nel condannare i sospetti di omicidio.
Dopo molti anni di ritardo, nel febbraio 2015, i tribunali del Malawi hanno iniziato le udienze relative ai casi dei 191 prigionieri che avevano diritto a una nuova sentenza dopo la decisione dell’Alta Corte del 2007.
Le Alte Corti hanno tenuto le udienze di riesame di 152 condannati a morte, con il risultato che 121 prigionieri del braccio della morte sono stati liberati, e altri 28 hanno avuto un’altra pena. Nessuno è stato ricondannato a morte, e solo uno ha ricevuto una condanna a vita.
Il 12 novembre 2015, intervenendo al workshop organizzato da Unione Europea, Nazioni Unite e Commissione Diritti Umani del Malawi (MHRC), il Ministro della Giustizia e Affari Costituzionali Samuel Tembenu ha assicurato che il suo Governo stava lavorando in direzione dell’abolizione della pena capitale.
L’ultima persona giustiziata in Malawi è stata impiccata il 26 settembre 1992 nel carcere di Zomba per mano di un boia fatto venire dal Sudafrica.
Nel novembre 2016, il Malawi è stato oggetto di una missione di Nessuno tocchi Caino volta ad ottenere un voto a favore della Risoluzione pro-moratoria, nell'ambito di un progetto sostenuto dal Ministero degli Esteri italiano. La delegazione, guidata da Antonio Stango (del Consiglio direttivo di Nessuno tocchi Caino e presidente della Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo) e della quale han fatto parte Eleonora Mongelli, Yuliya Vassilyeva e Raphaël Chenuil-Hazan (vicepresidente della World Coalition against the Death Penalty), ha incontrato, grazie al lavoro dell'Ambasciatore Filippo Scammacca, il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Francis Lazalo Kasaila, che ha annunciato il voto favorevole del Malawi. Il Ministro ha inoltre auspicato che Nessuno tocchi Caino contribuisca sul campo, interagendo con altre organizzazioni della società civile, a un programma di informazione e sensibilizzazione sulla pena di morte fra la popolazione per ottenere un maggiore consenso generale in vista di una futura abolizione de jure, cui è personalmente favorevole. Parere positivo è stato espresso anche dal Ministro della Giustizia e degli Affari Costituzionali, Samuel Tembenu.
L’ultima persona giustiziata in Malawi è stata impiccata il 26 settembre 1992 nel carcere di Zomba per mano di un boia fatto venire dal Sudafrica.
Nel 2017 il Malawi non ha emesso condanne a morte e i denuti erano 15 alla fine dell’anno secondo Amnesty International.

Le Nazioni Unite
Il 5 maggio 2015, il Malawi è stato esaminato nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Le raccomandazioni a continuare la moratoria sulla pena di morte sono state esaminate e accettate dal Malawi, che però non ha accettato quelle volte all’abolizione a alla ratifica del Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici.
Il 19 dicembre 2016, il Malawi, per la prima volta, ha votato a favore della Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sulla quale si era precedentemente astenuto.

 

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