esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

GUINEA EQUATORIALE

 
governo: repubblica presidenziale
stato dei diritti civili e politici: Non libero
costituzione: 17 novembre 1991, emendata nel gennaio 1995
sistema giuridico: si basa su quello spagnolo e su leggi e consuetudini tribali
sistema legislativo: monocamerale, Camera dei Rappresentanti del Popolo (Camara de Representantes del Pueblo)
sistema giudiziario: Corte Suprema
religione: predominanza cristiana, pratiche pagane
metodi di esecuzione: plotone d'esecuzione impiccagione
braccio della morte: circa 20 (www.deathpenaltyworldwide.org
Data ultima esecuzioni: 0-0-0
condanne a morte: 0
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Primo Protocollo Opzionale al Patto

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti


situazione:
In Guinea Equatoriale sono considerati reati capitali omicidio aggravato, spionaggio, tradimento, rapina a mano armata e altri reati militari.
Il Presidente Obiang Nguema Mbasogo è ininterrottamente al potere dal 1979, anno in cui con un colpo di stato militare rovesciò lo zio Francisco Nguema, poi processato e giustiziato nel settembre dello stesso anno.
Il Presidente Obiang Nguema Mbasogo è ininterrottamente al potere dal 1979, anno in cui con un colpo di stato militare rovesciò lo zio Francisco Nguema, poi processato e giustiziato nel settembre dello stesso anno.
Tra il 30 e il 31 gennaio 2014, almeno otto e forse nove condannati a morte sono stati segretamente fucilati in tre diversi luoghi del Paese, ha annunciato il partito di opposizione Convergencia para la Democracia Social (CPDS). Quattro uomini, che sono stati identificati come Tadeo Mitogo Alo, Mariano Nguema Ela e Abraham Ndong, tutti cittadini della Guinea Equatoriale, e Amadou Tamboura del Mali, sono stati giustiziati nel carcere di Evinayong, nella Guinea Equatoriale centrale. Erano stati condannati a morte per omicidio da tribunali ordinari tra il 2003 e il 2013. Secondo Convergencia, i quattro sono stati informati delle loro esecuzioni imminenti solo 30 minuti prima della loro effettuazione. Diversi soldati armati li avevano prelevati dal carcere e condotti a un poligono di tiro nel villaggio di Misong Minvi, due chilometri a sud di Evinayong, dove sono stati giustiziati. Né le famiglie né i loro avvocati sarebbero stati informati in anticipo delle esecuzioni. Il giorno precedente, il 30 gennaio, altri quattro condannati a morte sarebbero stati fucilati sull'isola di Bioko, su una strada a 15 chilometri dalla capitale Malabo. "Elementi delle forze armate e di sicurezza sono stati visti seppellire quattro bare nel cimitero comunale di Malabo”, ha dichiarato Convergencia, aggiungendo che era "molto probabile" che un altro prigioniero era stato giustiziato a Mbini sulla costa occidentale, portando a nove il numero possibile di esecuzioni. Il gruppo di opposizione ha detto che le esecuzioni sarebbero il risultato di una "decisione dall’alto" presa dal regime di Obiang Nguema per porre fine alla vita di tutti i condannati a morte.
Le precedenti esecuzioni erano avvenute il 21 agosto 2010 quando quattro uomini – Jose Abeso Nsue, Manuel Ndong Anseme, Alipio Ndong Asumu e Jacinto Micha Obiang – sono stati condannati a morte da un tribunale militare della capitale Malabo e giustiziati nello stesso giorno con l’accusa di tentato omicidio del Presidente Nguema.
Il 13 febbraio 2014, il Presidente della Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, ha firmato il Decreto 426/2.014 che introduce una moratoria della pena di morte con effetto immediato e che resterà in vigore fino a che non sarà completato il processo per giungere all’abolizione definitiva. La decisione ha fatto seguito a una richiesta della Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese (CPLP) di introdurre una moratoria sulla pena capitale come condizione per entrare a farne parte a pieno titolo, poiché nessun Paese della CPLP la applica.
Il 5 maggio 2014, la Guinea Equatoriale è stata sottoposta alla Revisione Periodica Universale del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Per quanto riguarda l’abolizione della pena di morte o, almeno, l’introduzione di una moratoria, il Governo ha detto di aver condotto studi in materia arrivando alla conclusione che la moratoria era al momento la via più appropriata da seguire. E’ stata quindi preparata una modifica legislativa, all’esame del Consiglio interministeriale che sarebbe stata promulgata a breve. Anche se la pena di morte è prevista dall’articolo 13 (a) della Costituzione, il Governo della Guinea Equatoriale ha adottato un decreto presidenziale (Decreto 426/2.014) che introduce una moratoria temporanea della pena di morte. La delegazione ha poi accettato le raccomandazioni a promulgare una legge per la moratoria sulla pena di morte, ad abolire la pena capitale e a ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici. Il 18 dicembre 2014 la Guinea Equatoriale ha, per la prima volta, votato a favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite mentre si era astenuta nel 2007 e nel 2008, 2010 e 2012 era assente.
Il 19 dicembre 2016, la Guinea Equatoriale si è astenuta.

 

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