esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

CIAD

 
governo: repubblica
stato dei diritti civili e politici: Non libero
costituzione: 31 marzo 1996, approvata per referendum
sistema giuridico: si basa su quello francese e sul diritto consuetudinario
sistema legislativo: unicamerale, Assemblea Nazionale
sistema giudiziario: Corte Suprema; Consiglio Costituzionale; Alta Corte di Giustizia; Corte d'Appello; Corti penali
religione: 54% musulmani; 20% cattolici, 14% protestanti, 7% animisti
metodi di esecuzione: plotone d'esecuzione
braccio della morte: 35
Data ultima esecuzioni: 29-8-2015
condanne a morte: 0
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Primo Protocollo Opzionale al Patto

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti

Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte)


situazione:

L’8 maggio 2017, è entrato in vigore il nuovo codice penale, approvato l’11 dicembre 2016, che abolisce la pena capitale nel Paese, eccetto che nei casi di terrorismo. Il nuovo codice penale sostituisce quello del 1967, abolendo la pena di morte salvo che per i casi di terrorismo, considerati gli attacchi mortali di Boko Haram. “Questo codice penale è moderno, tiene conto dei nostri costumi e dei nostri impegni a livello internazionale”, ha dichiarato il Ministro della Giustizia Hamid Dahalob. Il nuovo codice tuttavia punisce l’omosessualità che non viene più considerata un crimine ma è punibile con una multa o con pena detentiva sospesa. Nessuna condanna a morte, né esecuzione si è registrata nel 2017.

La Costituzione del 1996 non fa alcun riferimento alla pena di morte. Tuttavia, l’articolo 17, come modificato nel luglio 2005, prevede che “la persona umana è sacra e inviolabile. Ogni persona ha il diritto alla vita, all’integrità fisica, alla sicurezza, alla libertà e alla protezione della sua vita e proprietà privata”, il che implica che la pena di morte può essere messa in discussione come incostituzionale. Ai sensi dell’articolo 222 della Costituzione, i trattati legalmente ratificati e pubblicati, a condizione che siano rispettati dall’altra parte, prevalgono sulla legislazione nazionale.
Dal 2003 non sono state segnalate altre esecuzioni, anche se i tribunali del Ciad hanno continuato a emettere condanne a morte. Nel 2013, nessuna condanna a morte è stata comminata in Ciad, mentre due uomini sono stati condannati a morte per omicidio nel 2012.
Secondo alcuni rapporti ci sono almeno 35 persone nel braccio della morte in Ciad.
Dopo la fine della Corte Militare nel 1991, una moratoria di fatto era stata in vigore in Ciad fino al novembre 2003, quando nove uomini sono stati giustiziati nel giro di quattro giorni, anche se non avevano esaurito i loro appelli. A seguito delle aspre critiche generate dalle esecuzioni del 2003, tutte le condanne a morte sono state commutate in ergastolo. Dal 2003 non sono state segnalate altre esecuzioni, anche se i tribunali del Ciad hanno continuato a emettere condanne a morte.
Nel novembre 2012, il Ciad era stato obiettivo di una missione di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale volta a sostenere il processo abolizionista sul piano interno e a ottenere il voto favorevole sulla Risoluzione ONU pro moratoria.
Il 5 settembre 2014, il Governo del Ciad ha adottato un codice penale inteso ad abolire la pena di morte, ha annunciato il Ministro della Comunicazione e portavoce del Governo, Hassan Sylla Bakari, dopo una riunione interministeriale tenutasi a N'Djamena il 9 settembre. Bakari ha detto che "la pena di morte sarà sostituita con l'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale". Bakari ha aggiunto che l’abolizione era necessaria per il Paese per modernizzare le sue leggi in ambito politico, sociale, culturale, economico e diplomatico.

La guerra al terrorismo
Il Ciad è divenuto la punta di diamante di una grande offensiva regionale lanciata nei primi mesi del 2015 per combattere i militanti nigeriani di Boko Haram e ha adottato misure per aumentare la sicurezza interna dopo gli attacchi suicidi che hanno colpito una scuola e un edificio della polizia nella capitale N’Djamena nel giugno 2015 in cui sono rimaste uccise 38 persone e, poi, un mercato affollato della capitale nel mese di luglio in cui hanno perso la vita altre 15 persone.
Il 30 luglio 2015, l’Assemblea Nazionale ha approvato una dura legge anti-terrorismo. I legislatori hanno approvato la legge all’unanimità, con 146 voti a favore e nessun voto contrario o di astensione. Il progetto di legge del Governo aveva sollevato timori tra gli oppositori e attivisti dei diritti umani perché avrebbe potuto essere usato per limitare le libertà, ma il Parlamento è andato molto più in là delle proposte del Governo, inasprendo le pene e dando alla polizia maggiori poteri nei casi di sospetto terrorismo. Oltre alla pena di morte per i casi più gravi, le pene per reati minori di terrorismo sono state aumentate da quella massima di 20 anni prima prevista fino all’ergastolo, mentre il fermo di polizia per i sospetti terroristi è stato portato da 48 ore a 30 giorni, rinnovabile due volte.
Il 29 agosto 2015, il Ciad ha ripreso le esecuzioni dopo dodici anni di sospensione. Dieci membri del gruppo islamista nigeriano Boko Haram sono stati giustiziati tramite fucilazione, il che segna il primo uso della pena di morte da quando il Paese ha rafforzato le sue misure anti-terrorismo nel mese di luglio. Sono stati fucilati presso il poligono di tiro di Massaguet, una città distante circa 60 km a nord est della capitale N’Djamena. Gli imputati erano accusati di associazione a delinquere, omicidi, attentati dinamitardi, frode, possesso illegale di armi e munizioni, nonché uso di sostanze psicotrope. Tra i giustiziati figura Mahamat Moustapha, un camerunese di 30 anni, che era stato accusato di essere la mente degli attentati a N’Djamena.
Il 7 settembre 2015, esperti indipendenti per i diritti umani delle Nazioni Unite hanno condannato le esecuzioni effettuate a seguito di un processo rapido che potrebbe non aver soddisfatto gli standard internazionali. “La pena di morte è una forma estrema di punizione e dovrebbe essere imposta solo dopo un processo imparziale rispettoso delle più stringenti garanzie sul giusto processo, come previsto dal diritto internazionale”, ha detto il relatore speciale sulle esecuzioni extragiudiziarie, sommarie o arbitrarie, Christof Heyns, il quale ha invitato le autorità ciadiane a ripristinare la moratoria sull’uso della pena di morte. I relatori speciali dell’ONU sulla tortura, Juan E. Méndez, e sui diritti umani e lotta al terrorismo, Ben Emmerson, hanno sottoscritto la dichiarazione di Christof Heyns.

La pena di morte nei confronti delle donne
Ai sensi dell'articolo 7 del codice penale, le donne incinte possono essere giustiziate dopo aver partorito. Ciò è conforme agli obblighi del Ciad in quanto parte dell'ICCPR, che vieta l'esecuzione di donne in stato di gravidanza. Il Ciad è anche parte della Carta africana sui diritti e il benessere del bambino che proibisce l'imposizione di una condanna a morte sulle madri di neonati e di bambini piccoli.

Le Nazioni Unite
Nel 20 marzo 2014, nella sua risposta orale alle raccomandazioni ricevute nell’ambito della Revisione Periodica Universale del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, il Governo aveva accettato di ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, prendere le misure appropriate per abolire la pena di morte per tutti i reati previsti dal sistema di giustizia penale, promuovere una moratoria ufficiale delle esecuzioni e commutare le condanne a morte in reclusione.
Il 19 dicembre 2016, per la terza volta, il Ciad aveva votato a favore della Risoluzione per una Moratoria sull’Uso della Pena di Morte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

 

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